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Tribal
Fusion Bellydance
TRIBAL BELLYDANCE
LE ORIGINI

La tribal bellydance non si risolve in uno stile univoco di danza ma
costituisce in realtà un’ampia categoria la cui creazione originaria è
attribuita a Jamila Salimpour, la quale iniziò a promuovere, a partire
dagli anni 60, una danza basata sulla fusione tra movimenti derivanti
dalle tradizioni folcloristiche del medio oriente e del nord Africa.
Jamila presentò e promosse questo stile attraverso la compagnia “Bal
Anat” che comprendeva al suo interno musicisti,cantanti e ballerine.
Fu lei che iniziò a catalogare e codificare i movimenti di questa danza
creando inoltre una terminologia dei movimenti basilari che ancora oggi
costituisce la base per il repertorio tribal in generale e per l’ATS
(america tribal style) nello specifico.
Con il passare del tempo lo stile Tribal si evolve e inizia a trarre
ispirazione anche dalle danze classiche tradizionali come la danza
Bhangra, Bharata Natyam, Flamenco e più di recente anche le danze
polinesiane e quelle dell’Africa occidentale senza dimenticare la danza
mediorientale tradizionale e il Raqs Sharki.
Da qui prendono le mosse i diversi stili presenti oggi:
ATS
Carolena Nericcio (direttore artistico e fondatrice del gruppo “Fat
Chance Bellydance), a partire dagli anni 80, inizia a sviluppare lo
stile denominato ATS che è l’acronimo di American Tribal Style.
Questo stile consiste nell’improvvisazione di gruppo.
Il gruppo, denominato TRIBE, diviene il concetto fondamentale e portante
in questa danza dove l’enfasi è posta sulla dimensione corale piuttosto
che sulle performance soliste.
Viene introdotto nel mondo della danza orientale il concetto di
CORO,prima esclusivamente riferito al balletto classico. Il coro è
formato da ballerine disposte a semicerchio dal quale si staccano
piccoli gruppi di danzatrici che ballano al centro di esso.
Costituisce quindi lo sfondo per le ballerine al centro della scena e
coloro che lo compongono, eseguono movimenti di accompagnamento che
possono essere molto vari: da un semplice battito di mani a movimenti
più articolati.
Tutti i movimenti eseguiti dal coro e dalle ballerine al centro vengono
improvvisati al momento. L’improvvisazione è guidata di volta in volta
da una leader. Questo ruolo non è prefissato, dipende dalla posizione
occupata sul palco (leader è la ballerina che si trova davanti a
sinistra). I cambi di posizione sono frequenti come lo sono le
interazioni e gli scambi tra centro e coro.
Per fare in modo che ogni ballerina possa seguire i movimenti della
leader e possa prevedere gli spostamenti,viene elaborato un vocabolario
di passi codificati che consiste in piccole combinazioni (sequenze) e
segnali sia gestuali che vocali che consente alle ballerine di ogni
tribe di sviluppare una sorta di comunicazione non verbale che rende
tutto il gruppo in grado di interagire perfettamente, creando l’effetto
di una vera e propria coreografia.
E’ una forma di danza che si ispira a diverse
tradizioni:mediorientale,nord africana, indiana e riprende nella postura
e nelle braccia il flamenco. Spesso le ballerine utilizzano i cimbali
come accompagnamento durante la danza.

All’interno della tribe le donne sviluppano un grande senso di
appartenenza,fiducia e amicizia grazie alla possibilità di comunicare
attraverso il corpo e la musica e di vivere un’esperienza comune. Viene
espressa una forma di femminilità con commerciale;le ballerine danzano
per se stesse,per il piacere di danzare e stare insieme. Si sviluppa un
forte senso di uguaglianza perché l’interazione non è mai competitiva,si
danza per il gruppo, non per mettersi in evidenza.
L’abbigliamento più classico consiste in una gonna lunga,un top choli e
molti gioielli dal forte richiamo etnico. Spesso le danzatrici indossano
anche un turbante oppure numerose decorazioni tra i capelli.
Le maggiori esponenti di questo stile sono le Fat Chance Bellydance e la
Gypsy Caravan.

COMBO-BASED TRIBAL
E’ lo stile delle “Unmata” , mantiene l’impostazione propria dell’ATS ma
unisce al vocabolario basato sui singoli movimenti anche combinazioni
molto lunghe di passi. Questo mix tra improvvisazione e coreografia
permette di inserire movimenti più complessi che sarebbero impossibili
da collegare e prevedere se codificati singolarmente consentendo
l’esecuzione di ritmi più veloci e dinamiche più intricate.
TRIBAL FUSION BELLYDANCE
Ha le sue radici nella West Coast e consiste nella fusione dello stile
tribal più classico con elementi appartenenti a diverse culture unite a
contaminazioni occidentali.
La versione più celebre è stata portata alla ribalta da Rachel Brice e
Sharon kihara delle Bellydance Supertars e dal gruppo The Indigo.
Rachel Brice,allieva di Carolena Nericcio, rielabora lo stile Tribal
contaminandolo con elementi diversi della breakdance (popping),della
danza indiana e della danza orientale.
Inoltre inserisce all’interno del suo stile discipline quali lo yoga e
il controllo del corpo tramite contrazioni e isolazoni proprio del
format di Suhaila Salimpour (figlia di Jamila Salimpour).
Le esibizioni sfociano in una danza prevalentemente solista che si
distacca molto dallo stile classico.
L’abbigliamento diviene più articolato e talvolta tendente al gotico:
pantaloni e reggiseno deocorato,molti gioielli collane e cinture. Le
acconciature si fanno più elaborate con diversi monili e decorazioni tra
i capelli.
La musica utilizzata può essere molto varia ed è frequente l’impiego di
basi in stile world fusion e dark industrial che si fondono
perfettamente con i movimenti lenti e “Snake-Like” alternati a
isolazioni e al popping della breakdance.
Lo stile Tribal Fusion non si risolve solo nello stile di Rachel Brice e
può sfociare in altre derivazioni, ad esempio:
Tribaret (stile cabaret con costume tribal)
Alternative bellydance
Gothic bellydance
Urban Bellydance (costume più minimale e musiche Hip- hop,funk,Club
dance)
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