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Danza Orientale Egiziana

La Danza Egiziana vista in Occidente

Il pubblico occidentale è sempre stato affascinato dalla DANZA DEL VENTRE  e sedotto dalle sue movenze sensuali ed i suoi richiami ad un mondo esotico e affascinante.

Purtroppo però , una certa ignoranza da parte del pubblico e l'azione spesso deleteria di sedicenti ballerine hanno portato a considerare l'aspetto della seduttività come la caratteristica principale di questa danza. Questa situazione ha portato a relegare la danza orientale a una posizione di serie B rispetto a altre discipline, e questo a dispetto d4el suo altissimo valore tecnico,artistico e culturale.

Purtroppo negli ultimo anni spesso si vedono in televisione o nei locali esibizioni di ballerine che ritengono che lo studio della tecnica sia superfluo e che preferiscono puntare sull'aspetto erotico, cadendo spesso nella volgarità.

Riteniamo giusto che questa danza sia riportata alla dignità artistica che le spetta.

 

Benefici Fisici e psicologici:

La DANZA DEL VENTRE è una delle danze che più si adatta a tutti i tipi di donna ( e uomo). Essa infatti può essere praticata da chiunque con qualsiasi tipo di taglia ed età. In alcuni casi la DANZA DEL VENTRE  è consigliata a scopo riabilitativo sia motorio che posturale.

I benefici più evidenti che si possono riscontrare praticando la DANZA DEL VENTRE sono a livello fisico: miglioramento della circolazione, della respirazione,aumento del tono muscolare, miglioramento della postura , del portamento, della coordinazione e della concentrazione, perdita di peso e riequilibrio ormonale.

Anche a livello psicologico la DANZA DEL VENTRE porta grandi e inaspettate scoperte. Importantissimo , la percezione del proprio corpo  ed il controllo di ogni sua parte, la consapevolezza o la scoperta della propria femminilità, manifestata attraverso la vasta gamma di movimenti di bacino , braccia , mani....è un vero tacca sana per la liberazione dello stress accumulato alla fine della giornata lasciando corpo e mente liberi di esprimersi in completa armonia e rendendoci di buon umore.

Inoltre l'ambiente familiare e accogliete dell'Accademia , con arabeggianti salottini Harem per il the rende questa danza anche punto di ritrovo e un modo per fare nuove conoscenze e amicizie.

Il ritmico rotear dei fianchi , l'oscillazione del bacino e la torsione del tronco ha anche altri benefici:

  • attiva e migliora la circolazione

  • scioglie e tonifica i muscoli addominali, gambe, glutei, braccia e collo

  • armonizza le forme del corpo

  • corregge l'iperlordosi, dona una corretta postura e allevia i problemi di cervicali e articolari , lombalgie e infiammazioni del nervo sciatico

  • allevia dolori mestruali e quelli connessi al parto, grazie al costante lavoro di contrazione  e dilatazione addominale e del pavimento pelvico

  • rende molto più morbidi e flessuosi i movimenti

  • rigenera e rilassa facendo superare lo stress e di conseguenza a dormire meglio

  • rilassa il bacino e i suoi organi interni migliorando la circolazione e irrobustendo la muscolatura dorsale mantenendola elastica tanto da essere raccomandata per scogliosi, cifosi ernie del disco , lordosi...

  • risveglia la voglia di curarsi e di sentire il proprio corso assecondandone le proprie esigenze

  • aiuta a ritrovare autostima e gioia di vivere facendoci sentire più belle

 

ALCUNI STILI DELLA DANZA ORIENTALE

Sha’abi

E' probabilmente la forma più antica della danza. Si includono in essa tutte le danze rurali dell'alto e del basso Egitto. Solitamente ogni passo è legato a un ritmo specifico e sta a rappresentare una caratteristica della regione a cui appartiene, la forma di danza sha’abi più ricca e più ballata è quella Shai’idi tipica della regione del Shaid.
Veniva ballata durante le feste della comunità dalle donne del villaggio e dalle Gawasi (zingare egiziane).

L’abbigliamento tipico di questa forma di danza, consiste in quello che era l’abbigliamento comune per vivere (visto che questa danza era quella delle popolazioni che certamente non potevano permettersi un secondo abito per ballare).
Questa veste consisteva in una tunica lunga fino ai piedi, il velo in testa e a volte dei pantaloni sotto la tunica. leggermente diverso era invece l’abbigliamento delle Gawasi che consisteva in: larghi pantaloni a sbuffo (Chalwar) coperti da una gonna di lunghezza variabile e un foulard annodato sui fianchi. Nella parte superiore invece indossavano una camicia con maniche aderenti che arr
ivate al gomito andavano a svasare anche di parecchio. Tutto sempre con il velo in testa. L’uso delle monetine arriva da una antica usanza delle zingare di cucirsi addosso e incastonarsi nei capelli la dote, ovvero le monetine d’argento. Da lì poi l’uso nella danza del ventre delle cinture con le monetine.
Inoltre dalle Gawasi venivano utilizzati anche dei cimbali c
he vengono utilizzati ancora oggi anche nello stile Baladi. Sono due piattini legati ai pollici e ai medi tramite degli elastici e suonati a ritmo durante la danza.

Raqs Sharqi

Alla lettera vuol dire Raqs = danza e sharqi = Oriente ovvero danza della parte ori
entale dell’ Egitto.
È la danza nata nelle corti ai tempi dell’impero Ottomano. Veniva ballato da ballerine professioniste Awalim (colte) che abitavano i palazzi reali. Tecnicamente si presenta più raffinato, nulla è lasciato al caso e ogni movimento è eseguito con il rigore e virtuosità. Ha un tipo di passi certamente più aerei e sfrutta maggiormente lo spazio.
Q
uesta danza veniva ballata sulla musica colta che è certamente più raffinata, suonata con un repertorio più vasto di strumenti musicali e con la tecnica dell’uso delle Tabla (insieme di percussioni) diverso da come si presentava negli altri stili.
L’abbigliamento delle danzatrici antiche nelle corti purtroppo non ci è pervenuto ma tramite in una reinterpretazione si balla con una o due larghe gonne lunghe fino ai piedi una maglia che non lascia scoperta la pancia e a manica lunga e una cintura sui fianchi. In questo caso la donna non porta il velo in testa.


Raqs Baladi

lo si potrebbe definire il folklore urbano. Ha movimenti più piccoli, ed un uso dello spazio più limitato.
È la danza della massa delle donne del popolo, le madri le mogli e le sorelle, che non appena si presentava l'occasione non mancano di far festa ballando, ma non solo era infatti ballata anche dagli uomini. L’abbigliamento anche qui consiste come nello sha’abi nel velo in testa e in una tunica in Tilli, tessuto tipicamente beduino con incastonate decorazioni in argento.



 

 

 

Corso di Ritmi Egiziani e percussioni

Il corso di percussioni comprende da una parte la tecnica degli strumenti a percussione della tradizione egiziana quali Doof, Sagat, Rek, con un'attenzione particolare alla Darbuka, strumento principale della tabla egiziana (l'ensamble di percussioni), e dall'altra uno studio dei ritmi principalmente utilizzati per accompagnare la danza (maqsum, malfuff, fellahi, zaar, ciftitelli, baladi, ecc.).
Le lezioni si svolgeranno in gruppo, con la possibilità di suddividere gli allievi in due gruppi, principianti e intermedi.

(per gli strumenti è possibile rivolgersi alla direttamente alla scuola)
 

 

Danza Fusion Hawaiana Hula-Bellydance

Una magica fusione tra le dolci e rilassanti movenze della Hula Hawaiana e le vibranti percussioni per fondersi in uno splendido mix con la bellydance...ecco a grande richiesta,dopo il grande successo ottenuto, il nuovo laboratorio proposto dall'Accademia delle Almee per l'anno accademico 2008/2009 .

 

 

 

Tribal Fusion Bellydance

TRIBAL BELLYDANCE

LE ORIGINI


La tribal bellydance non si risolve in uno stile univoco di danza ma costituisce in realtà un’ampia categoria la cui creazione originaria è attribuita a Jamila Salimpour, la quale iniziò a promuovere, a partire dagli anni 60, una danza basata sulla fusione tra movimenti derivanti dalle tradizioni folcloristiche del medio oriente e del nord Africa.
Jamila presentò e promosse questo stile attraverso la compagnia “Bal Anat” che comprendeva al suo interno musicisti,cantanti e ballerine.
Fu lei che iniziò a catalogare e codificare i movimenti di questa danza creando inoltre una terminologia dei movimenti basilari che ancora oggi costituisce la base per il repertorio tribal in generale e per l’ATS (america tribal style) nello specifico.

Con il passare del tempo lo stile Tribal si evolve e inizia a trarre ispirazione anche dalle danze classiche tradizionali come la danza Bhangra, Bharata Natyam, Flamenco e più di recente anche le danze polinesiane e quelle dell’Africa occidentale senza dimenticare la danza mediorientale tradizionale e il Raqs Sharki.

Da qui prendono le mosse i diversi stili presenti oggi:

ATS

Carolena Nericcio (direttore artistico e fondatrice del gruppo “Fat Chance Bellydance), a partire dagli anni 80, inizia a sviluppare lo stile denominato ATS che è l’acronimo di American Tribal Style.
Questo stile consiste nell’improvvisazione di gruppo.
Il gruppo, denominato TRIBE, diviene il concetto fondamentale e portante in questa danza dove l’enfasi è posta sulla dimensione corale piuttosto che sulle performance soliste.
Viene introdotto nel mondo della danza orientale il concetto di CORO,prima esclusivamente riferito al balletto classico. Il coro è formato da ballerine disposte a semicerchio dal quale si staccano piccoli gruppi di danzatrici che ballano al centro di esso.
Costituisce quindi lo sfondo per le ballerine al centro della scena e coloro che lo compongono, eseguono movimenti di accompagnamento che possono essere molto vari: da un semplice battito di mani a movimenti più articolati.
Tutti i movimenti eseguiti dal coro e dalle ballerine al centro vengono improvvisati al momento. L’improvvisazione è guidata di volta in volta da una leader. Questo ruolo non è prefissato, dipende dalla posizione occupata sul palco (leader è la ballerina che si trova davanti a sinistra). I cambi di posizione sono frequenti come lo sono le interazioni e gli scambi tra centro e coro.
Per fare in modo che ogni ballerina possa seguire i movimenti della leader e possa prevedere gli spostamenti,viene elaborato un vocabolario di passi codificati che consiste in piccole combinazioni (sequenze) e segnali sia gestuali che vocali che consente alle ballerine di ogni tribe di sviluppare una sorta di comunicazione non verbale che rende tutto il gruppo in grado di interagire perfettamente, creando l’effetto di una vera e propria coreografia.

E’ una forma di danza che si ispira a diverse tradizioni:mediorientale,nord africana, indiana e riprende nella postura e nelle braccia il flamenco. Spesso le ballerine utilizzano i cimbali come accompagnamento durante la danza.

All’interno della tribe le donne sviluppano un grande senso di appartenenza,fiducia e amicizia grazie alla possibilità di comunicare attraverso il corpo e la musica e di vivere un’esperienza comune. Viene espressa una forma di femminilità con commerciale;le ballerine danzano per se stesse,per il piacere di danzare e stare insieme. Si sviluppa un forte senso di uguaglianza perché l’interazione non è mai competitiva,si danza per il gruppo, non per mettersi in evidenza.

L’abbigliamento più classico consiste in una gonna lunga,un top choli e molti gioielli dal forte richiamo etnico. Spesso le danzatrici indossano anche un turbante oppure numerose decorazioni tra i capelli.

Le maggiori esponenti di questo stile sono le Fat Chance Bellydance e la Gypsy Caravan.


COMBO-BASED TRIBAL


E’ lo stile delle “Unmata” , mantiene l’impostazione propria dell’ATS ma unisce al vocabolario basato sui singoli movimenti anche combinazioni molto lunghe di passi. Questo mix tra improvvisazione e coreografia permette di inserire movimenti più complessi che sarebbero impossibili da collegare e prevedere se codificati singolarmente consentendo l’esecuzione di ritmi più veloci e dinamiche più intricate.

TRIBAL FUSION BELLYDANCE

Ha le sue radici nella West Coast e consiste nella fusione dello stile tribal più classico con elementi appartenenti a diverse culture unite a contaminazioni occidentali.

La versione più celebre è stata portata alla ribalta da Rachel Brice e Sharon kihara delle Bellydance Supertars e dal gruppo The Indigo.
Rachel Brice,allieva di Carolena Nericcio, rielabora lo stile Tribal contaminandolo con elementi diversi della breakdance (popping),della danza indiana e della danza orientale.
Inoltre inserisce all’interno del suo stile discipline quali lo yoga e il controllo del corpo tramite contrazioni e isolazoni proprio del format di Suhaila Salimpour (figlia di Jamila Salimpour).
Le esibizioni sfociano in una danza prevalentemente solista che si distacca molto dallo stile classico.
L’abbigliamento diviene più articolato e talvolta tendente al gotico: pantaloni e reggiseno deocorato,molti gioielli collane e cinture. Le acconciature si fanno più elaborate con diversi monili e decorazioni tra i capelli.
La musica utilizzata può essere molto varia ed è frequente l’impiego di basi in stile world fusion e dark industrial che si fondono perfettamente con i movimenti lenti e “Snake-Like” alternati a isolazioni e al popping della breakdance.

Lo stile Tribal Fusion non si risolve solo nello stile di Rachel Brice e può sfociare in altre derivazioni, ad esempio:
Tribaret (stile cabaret con costume tribal)
Alternative bellydance
Gothic bellydance
Urban Bellydance (costume più minimale e musiche Hip- hop,funk,Club dance)

 

 


Il Tango Argentino


Il tango argentino è una forma d'arte che comprende musica e danza nata a Buenos Aires e Montevideo intorno alla seconda metà dell'800.
E’ un ballo basato sull'improvvisazione, caratterizzato dalla sua eleganza e passionalità. Essendo un ballo di improvvisazione, in pista non esiste l'idea di sequenze di passi predefinite, e sta alla fantasia dei ballerini costruire come in un dialogo il proprio ballo.
La posizione di ballo è un abbraccio frontale asimmetrico in cui l'uomo con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano, creando quindi una maggiore distanza tra la spalla sinistra dell'uomo e la destra della donna.
Poche semplici regole dettano i limiti dell'improvvisazione: l'uomo guida, la donna segue mantenendo comunque una propria autonomia interpretativa.
Il luogo dove si balla il tango argentino è chiamato milonga, termine di origini africane che significa essenzialmente “confusione”

Una curiosità: non si sa esattamente chi abbia dato il nome di “tango” a questo ballo, né il perché si chiami in questo modo.

Gli stili di Tango
Alle origini del tango argentino troviamo il canyengue, intorno al 1880, dai tipici i movimenti rapidi e corti.
Lo stile milonguero è caratterizzato da un abbraccio stretto e movimenti contenuti e adatti agli spazi ristretti. Uno stile sobrio, semplice e passionale.
Il tango salon, nato nel passato nei salotti dell'aristocrazia, è caratterizzato da abbraccio più largo rispetto al milonguero, maggior rispetto per l'asse, una ricerca per l'eleganza e la spettacolarità del movimento.
Negli show o spettacoli vari sia in teatro che nelle strade i ballerini si esibiscono nello stile detto Tango show caratterizzato da figure coreografiche e passi di forte effetto spettacolare, ma meno “sinceri” rispetto al tango argentino tradizionale.
Negli anni 2000 si è sempre più affermato un genere noto come tango nuevo ballato soprattutto sulle note del tango elettronico.

 

Bollywwod-Bellydance

La danza Bollywood nasce nel cinema indiano ed é un'unione tra la danza indiana classica e quella popolare, una fusione di danza religiosa e di divertimento. Le coreografie riprendono tematiche di attualità, mentre la gestualità che tale danza utilizza é inspirata alle immagini sacre presenti nei templi dell'india. Dunque nel genere Bollywood il "grande schermo" diventa il "nuovo dio" recuperando e affrancando ogni residuo kitsch e restituendogli la sua originaria nobiltà. Di formazione orientale contemporanea, la nostra ricerca sulla danza Bollywood ci porta a proporvi un mix tra India ed oriente...tra Bollywood e Bellydance con lo stile della coreografa Oriana Ferrante.
 

 

Danza Classica


La Danza Classica o Accademica è una delle piu’ conosciute espressioni della danza ed anche il genere piu’ antico. La sua origine proviene direttamente dall’Italia, dai balli di corte del Rinascimento, ma il genere viene presto ripreso anche dalle corti francesi, che lo svilupparono e lo portarono alla massima espressione durante il XVII-XVIII secolo(infatti la maggior parte dei nomi dei passi di Danza Classica e’ in lingua francese). Fu in questo periodo che lavoro’ il coreografo Beuchamp, il creatore delle cinque posizioni base della Danza Classica,che prevedono l’en dehors.
Verso la fine del ‘700 si inizio’ ad andare sulle punte fino a che per la prima volta Maria Taglioni nel 1832 ballo’ tutta “ La Sylphide” sulle punte. Nel 1828 vennero inserite per la prima volta nei balletti le prese, e’ l’era del Balletto Romantico, siamo infatti entrati nel Romanticismo e la Danza non fa eccezione. Ancora oggi la Danza è una fra le maggiori espressioni artistiche, un’arte che insegna ad usare il proprio corpo(grazie anche alla musica)con eleganza, grazia e leggerezza. Aiuta ad assumere un portamento elegante e corretto anche nella vita di tutti i giorni. Costanza e volontà fanno della danza una delle arti piu’ belle della vita.

 

Danza Afro

La danza africana un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni, un modo per esprimere con ritmo e gesti ogni ricorrenza;
la danza non è un modo per esprimere solamente sentimenti di gioia e felicità ma bensì le tribù africane hanno un ritmo, un movimento, un gesto diverso per ogni ricorrenza:
uno per richiamare la pioggia, uno per festeggiare un matrimonio, uno per accompagnare il defunto nel suo viaggio...

La danza africana si diffonde in Europa negli anni 70 grazie ad artisti africani che si differenziano per appartenenza culturale e per la personale ricerca artistica. L'integrazione con la cultura europea genera una nuova forma espressiva che mantiene il rapporto tra il movimento ed il ritmo.

Così anche l'occidente scopre la danza afro,
sono sempre più numerose le scuole di ballo che propongono questa tipologia di danza; trasformare il linguaggio i movimenti del corpo attraverso i concetti base dello stile tradizionale africano come la vibrazione, l'ondulazione, il ritmo dei piedi, la camminata, l'energia della voce e la ripetizione del movimento.

L'affermarsi del fenomeno sottolinea per l'uomo contemporaneo l'esigenza di una cultura multi-etnica. Il piacere di muovere il corpo; vibrare nei ritmi della musica e gioire con gli altri, produce, attraverso un lavoro pedagogico, scioltezza fisica e armonia.

La danza espressione africana permette di esplorare il rapporto con la terra, il radicamento e la spinta verso l'alto, di affinare il rapporto fra le varie parti del corpo trovando qualità nell'equilibrio e sviluppando fluidità precisione e potenza.
Proprio per questo è una danza che si svolge a piedi nudi, dove le piante toccano dolcemente la terra.

 La danza africana conosce molte forme. Oltre agli energici movimenti della danze dell’Africa, si dà importanza ai dolci movimenti ondulatori che partono dal bacino e si propagano lungo la colonna vertebrale fino alla nuca, nelle braccia e nelle mani.
Le danzatrici e i danzatori diventano coscienti dei propri blocchi e delle proprie tensioni, rendono il loro corpo più elastico e possono riequilibrarlo.

L’apprendimento della danza africana è intenso, richiede perseveranza e concentrazione e la capacità di resistere alla fatica, per poter accedere a nuove fonti creative.

 

 

Hatha Yoga

La parola yoga significa "unione" , e si può definire come una corrente filosofica che utilizza una serie di pratiche specifiche volte a realizzare l'unione tra il terreno e lo spirituale.
L'origine della filosofia yoga si perde nella più lontana antichità,vide i primi albori circa 6000 anni fa, il suo ideatore è riconosciuto come il dio Siva.

Lo yoga è una dottrina che va continuamente messa in pratica, in ogni momento della vita: la capacità di rimanere tranquilli in mezzo ad acque agitate, di avere la mente chiara nelle situazioni confuse, sono le caratteristiche che contraddistinguono un vero yogi.

L'Hatha yoga si basa sulla pratica delle asana (posizioni del corpo) e degli esercizi di pranayama ( regolazione del respiro). Hatha significa "forza", ma esprime anche la polarità dell'essere umano: "Ha" significa infatti sole, calore o terra, e "tha" luna, freddo o cielo. Il senso degli esercizi yoga è equilibrare e dominare le forze contrapposte attive nel nostro organismo.

La disciplina yoga può essere seguita da tutti indipendentemente dall'età, dal sesso, dalle specifiche condizioni fisiche , e può essere adattata alle necessità personali di ciascuno.
Le tecniche di respirazione yoga sono molto efficaci perche fungono da tonico per ridurre lo stress, l'insonnia, lo squilibrio emotivo e la cefalea.
Le posture invece aiutano a rilassare la mente, e il corpo utilizzando tecniche di stiramento volte a tonificare i muscoli, a migliorare la circolazione, a ricaricarsi di energia vitale, a ringiovanire, e a migliorare la concentrazione. Possono aiutare a superare situazioni di stress, paure, allergie e sbalzi della pressione sanguigna.. alcune posizioni sono molto semplici da eseguire ma si rivelano molto efficaci
Lo yoga quindi va bene per tutti, dai 5 anni in su!

 

 

Flamenco

Il flamenco è un ballo individuale. La tecnica è strettamente correlata alla filosofia di tale ballo, che si basa sul principio dei ruoli distinti. In questa danza, che può essere ballata indifferentemente dall'uomo e dalla donna, i movimenti sono diversificati in base al sesso e presentano differenze estetiche e contenutistiche di rilievo. Per capire la tecnica del flamenco si deve partire dai valori di cui sono portatori il ballerino e la ballerina. Si devono cioè sapere interpretare i messaggi che essi mandano attraverso il movimento, i gesti, lo sguardo. Le regole scritte di questo ballo sono poche: ciò che lo rende particolare e affascinante è la estemporaneità, quindi la interpretazione personale. La difficoltà di esecuzione consiste proprio nell'acquisire la padronanza del linguaggio del corpo, fatto di pochi segni convenzionali e di molta capacità individuale di trasmettere emozioni.
 
Le figure, intese come azione programmata dei piedi, hanno la loro importanza, come in tutte le danze; ma i movimenti del corpo, proprio in quanto liberamente concepiti, hanno un peso decisivo sull'effetto complessivo della performance e sul suo livello qualitativo ed artistico.
Siamo di fronte ad un ballo individuale che potremmo definire "di coppia, a distanza". La sua particolarità sembra quasi un'anomalia, per almeno due motivi:

Le figure della dama e quelle del cavaliere sono diverse ed hanno una loro specificità. I ballerini eseguono programmi distinti, perchè il flamenco è la voce della donna, è la voce dell'uomo, è anche la voce, per quanto possa sembrare strano, della coppia intesa come somma di problematiche individuali: tutto assieme. Perchè nel flamenco si parla spesso d'amore, e l'amore coinvolge sempre due persone. Nella donna prevalgono i movimenti erotici delle anche, le figurazioni delle mani e delle braccia, l'esibizione spavalda della parte superiore del corpo, la spinta verso l'alto che sembra preludere al volo. Nell'uomo si colgono la forza, la sicurezza, la determinazione. Rispetto all'equilibrio dei suoi pacati movimenti acquistano maggiore risalto i moduli espressivi della dama. L'esecuzione del ballo equivale, più che al racconto di una storia, alla interpretazione di uno o più stati d'animo che possono succedersi nel corso di un'unica esibizione. Lo sguardo del danzatore o della danzatrice deve essere in linea con il tipo di sentimento che si vuole rappresentare; le contrazioni del volto, i gesti, le stesse smorfie devono avere il tempo della musica ed essere in sintonia con l'evolversi degli umori.

Nel flamenco abbiamo un rapporto particolare fra la parte cantata, la musica e l'esecuzione coreica. Dietro ogni episodio di danza c'è un lavoro di regia inteso a creare una sintesi perfetta fra queste tre parti che hanno pari importanza. In pratica, si creano come tre momenti di rappresentazione artistica.

Il momento musicale, in cui la chitarra diventa protagonista: il ballo si raffredda, il canto tace.

Il momento cantato, in cui assume rilevanza il significato profondo della poesia flamenca, fatta di gioia e di dolore, d'amore e di passione.

L'esplosione del ballo, nei ruoli distinti dell'uomo e della donna che spesso si parlano a distanza e che parlano al pubblico.

La sequenza di questi tre momenti è di volta in volta concordata fra ballerino e suonatore: è una sequenza variabile, ma comunque sempre tale da assicurare la scena e il primo piano a ciascun protagonista, secondo il tempo necessario.

Per quanto riguarda l'esecuzione della danza, la tradizione ha consolidato alcune figure particolarmente significative e suggestive; ma la sua caratteristica è la libertà coreografica e la personalizzazione interpretativa. I danzatori di flamenco sono innanzi tutto attori: prima ancora che saper ballare, devono saper rappresentare stati d'animo e sentimenti, devono saper recitare in maniera credibile sia la gioia di vivere che i drammi della vita stessa. Il flamenco nasce dalla emarginazione e dal bisogno: è un ballo di povera gente, che però ha nel sangue il calore dell'amore e l'amore per la vita, nonostante il senso innato della fatalità.

Fino a quando resta un ballo individuale, questo è il flamenco: specchio e strumento di un momento emotivo. Quando diventa spettacolo teatrale, e la danza è eseguita da più ballerini, si pone l'esigenza di una trama e di una storia che diventano il filo conduttore delle coreografie e delle musiche.

L'elaborazione del flamenco ha portato alla codificazione di due stili fondamentali:

Uno stile classico, composto, dove assumono importanza primaria la ricerca della bellezza e l'effetto estetico. Qui si assiste alla affermazione di moduli standard e di precisi canoni che fanno pensare ad una scuola vera e propria. Il codice dell'eleganza diventa un obbligo, segno distintivo di una danza di qualità.

Uno stile libero, più vicino alle origini gitane, fatto di improvvisazione, intuito, istinto, scatti eccessivi e repentini.

I passi del flamenco hanno avuto nel corso della storia una evoluzione continua. Certamente il modo in cui è ballato oggi è molto diverso da quello delle origini. Attualmente si presenta come una danza matura, ricca di passato ma al tempo stesso moderna e profondamente espressiva. I più significativi movimenti dei piedi, fra quelli codificati fino ad oggi, sono i seguenti:

zapateado: (zapato significa scarpa) consiste nel percuotere ritmicamente il pavimento con le scarpe, producendo suoni particolari e differenziati a seconda che si batta il tacco, la pianta o la punta. Lo zapateado si distingue in:

redoble: di breve durata

escobilla: di durata prolungata

desplantes: cascata di passi a percussione potenziata

punteado: serie di passetti leggeri concepiti per lasciare il primo piano alla esecuzione musicale della chitarra
 

 

Balli Caraibici

SALSA
Il salsa è inserito, insieme a merengue, mambo e bachata, nella disciplina italiana denominata DANZE CARAIBICHE.

Molti sono convinti che il salsa sia nato vent’ anni fa a New York, ma non è così.
E’ nato a cuba a metà degli anni sessanta sia come musica sia come ballo ed emigrò insieme ai cubani circa dieci anni dopo negli Stati Uniti, precisamente New York, dove ebbe enorme successo, e in seguito in tutta l’America Latina: Portorico, Panama, Venezuela, Colombia, ecc…

E’ nato dal SON. Fu creato per la gioventù cubana, che sentiva la necessità di muoversi più velocemente e liberamente, mantenendo la tradizionale caratteristica del son. Quando parliamo di muoversi più velocemente ci riferiamo all’accelerazione della musica, quando parliamo di muoversi più liberamente rispetto al son, ci riferiamo al numero di figure libere senza tralasciare il significato, lo stile e la tradizione del ballo che si sono mantenuti di generazione in generazione.
Per i giovani, infatti, era meno stimolante ballare il son come i loro padri perché era lento, in contrattempo musicale e con pochissime figure. Il son veniva suonato con pochi strumenti, mentre il salsa viene suonato da un’ orchestra che, oltre ai tradizionali strumenti, impiega anche fiati, chitarre elettriche, piano e batteria. Essendo un 4/4, il salsa va ballato sull’1 musicale e i movimenti o passi sono tre, mentre il quarto tempo è una pausa effettuata con lo stesso piede, per cambiare il peso del corpo da un piede all’altro. In diversi paesi il salsa viene ballato con quattro movimenti: il quarto movimento viene chiamato impropriamente “step” ( passo, in inglese) ma in realtà non è un passo; è solamente il battito di un piede senza portare il peso del corpo, per poi ripartire con lo stesso piede ed eseguire il passo vero e proprio.

Il salsa ha conosciuto due stagioni di successo: quando fu rielaborata negli USA, attorno al 1970 e di qui lanciata sugli altri mercati, andava forte la versione caliente. Fu proprio grazie all’aggressività del ritmo che richiamava qualcosa di primitivo, che si impose prepotentemente, nonostante la particolarità di un ‘epoca molto fluida in campo musicale. Dopo un discreto interesse durato alcuni anni, si è avuto un raffreddamento di interessi per questo genere. E’ tornato alla ribalta nel 1997 – 98 sia nella forma forte, sia in quella moderata e romantica, conquistando molti fans fra i giovani americani ed europei. Per questo motivo, in molti libri salsa cubana e salsa portoricana sono trattate separatamente.


BACHATA
La bachata è nata a Santo Domingo nei primi decenni del xx secolo (1900 -1930), fra la povera gente come danza e musica di rifugio, rispetto alle durezze della vita. I testi della bachata erano storie di vita vissuta, spesso a contenuto amoroso e sessuale. Con l’accompagnamento di maracas e chitarra a tre corde, o di fisarmonica e guiro, la bachata era anche usata per le dichiarazioni “pubbliche” d’amore, una specie di serenata caraibica cara ai giovani contadini di allora.
Le movenze del relativo ballo apparivano oscene e volgari: i partners stavano in permanente contatto, con i corpi l’uno contro l’altro per tutta la durata del brano, tranne rarissime eccezioni. In tale posizione, la coppia si muoveva dondolando, marcando il quarto battito di ogni battuta musicale con equivoci colpi d’anca. Nella bachata delle origini non esistevano tante figure: si doveva stare abbracciati, perchè proprio quello voleva il ballo.
Per diversi decenni, snobbata dalle classi dominanti e medio – alte, è riuscita a sopravvivere nelle usanze del popolo basso, che comunque vi percepiva una naturale possibilità di identificazione.
Non sarebbe diventata famosa se non fosse stata scoperta e rilanciata da grandi musicisti ed interpreti. Juan Luis Guerra intuì la dolcezza di questo genere musicale e gli dedicò un album: BACHATA ROSA.
Nonostante siano stati prodotti anche brani veloci di bachata, la relativa danza è legata esclusivamente a basi musicali lente. La bachata infatti è, per definizione, un ballo lento ( 28 – 35 battute al minuto) che in qualche modo somiglia al bolero cubano.
Essa è nata da una sintesi di vari elementi (beguine, danzon e son), successivamente rielaborati secondo gusti europei. L’influsso prevalentemente spagnolo e francese è confermato dall’assenza o dalla scarsa presenza all’interno della bachata delle sonorità tipicamente africane. La sua catalogazione fra le danze caraibiche si giustifica in virtù dei luoghi di origine.
Rispetto ai ritmi veloci di mambo, salsa e merengue, rappresenta la parte malinconica e triste della cultura caraibica.


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Ultimo aggiornamento: 09-06-08.

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