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allestimento....
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Danza
Orientale Egiziana
La Danza
Egiziana vista in Occidente
Il pubblico occidentale è sempre
stato affascinato dalla DANZA DEL VENTRE e sedotto dalle
sue movenze sensuali ed i suoi richiami ad un mondo esotico e
affascinante.
Purtroppo però , una certa
ignoranza da parte del pubblico e l'azione spesso deleteria di sedicenti
ballerine hanno portato a considerare l'aspetto della seduttività come
la caratteristica principale di questa danza. Questa situazione ha
portato a relegare la danza orientale a una posizione di serie B
rispetto a altre discipline, e questo a dispetto d4el suo altissimo
valore tecnico,artistico e culturale.
Purtroppo negli ultimo anni spesso
si vedono in televisione o nei locali esibizioni di ballerine che
ritengono che lo studio della tecnica sia superfluo e che preferiscono
puntare sull'aspetto erotico, cadendo spesso nella volgarità.
Riteniamo giusto che questa danza
sia riportata alla dignità artistica che le spetta.
Benefici Fisici e
psicologici: La DANZA DEL
VENTRE è una delle danze che più si adatta a tutti i tipi di donna (
e uomo). Essa infatti può essere praticata da chiunque con qualsiasi
tipo di taglia ed età. In alcuni casi la DANZA DEL VENTRE è
consigliata a scopo riabilitativo sia motorio che posturale.
I benefici più evidenti che si
possono riscontrare praticando la DANZA DEL VENTRE sono a
livello fisico:
miglioramento della circolazione, della respirazione,aumento del tono
muscolare, miglioramento della postura , del portamento, della
coordinazione e della concentrazione, perdita di peso e riequilibrio
ormonale.
Anche a
livello psicologico
la DANZA DEL VENTRE porta grandi e inaspettate scoperte.
Importantissimo , la percezione del proprio corpo ed il controllo
di ogni sua parte, la consapevolezza o la scoperta della propria
femminilità, manifestata attraverso la vasta gamma di movimenti di
bacino , braccia , mani....è un vero tacca sana per la liberazione dello
stress accumulato alla fine della giornata lasciando corpo e mente
liberi di esprimersi in completa armonia e rendendoci di buon umore.
Inoltre l'ambiente familiare e
accogliete dell'Accademia , con arabeggianti salottini Harem per il the
rende questa danza anche punto di ritrovo e un modo per fare nuove
conoscenze e amicizie.
Il ritmico rotear dei fianchi ,
l'oscillazione del bacino e la torsione del tronco ha anche altri
benefici:
-
attiva e migliora la
circolazione
-
scioglie e tonifica i muscoli
addominali, gambe, glutei, braccia e collo
-
armonizza le forme del corpo
-
corregge l'iperlordosi, dona
una corretta postura e allevia i problemi di cervicali e articolari
, lombalgie e infiammazioni del nervo sciatico
-
allevia dolori mestruali e
quelli connessi al parto, grazie al costante lavoro di contrazione
e dilatazione addominale e del pavimento pelvico
-
rende molto più morbidi e
flessuosi i movimenti
-
rigenera e rilassa facendo
superare lo stress e di conseguenza a dormire meglio
-
rilassa il bacino e i suoi
organi interni migliorando la circolazione e irrobustendo la
muscolatura dorsale mantenendola elastica tanto da essere
raccomandata per scogliosi, cifosi ernie del disco , lordosi...
-
risveglia la voglia di curarsi
e di sentire il proprio corso assecondandone le proprie esigenze
-
aiuta a ritrovare autostima e
gioia di vivere facendoci sentire più belle
ALCUNI
STILI DELLA DANZA ORIENTALE
Sha’abi
E' probabilmente la forma più antica della danza. Si includono in essa
tutte le danze rurali dell'alto e del basso Egitto. Solitamente ogni
passo è legato a un ritmo specifico e sta a rappresentare una
caratteristica della regione a cui appartiene, la forma di danza sha’abi
più ricca e più ballata è quella Shai’idi tipica della regione del Shaid.
Veniva ballata durante le feste della comunità dalle donne del villaggio
e dalle Gawasi (zingare egiziane).
L’abbigliamento tipico di questa forma di danza, consiste in quello che
era l’abbigliamento comune per vivere (visto che questa danza era quella
delle popolazioni che certamente non potevano permettersi un secondo
abito per ballare).
Questa veste consisteva in una tunica lunga fino ai piedi, il velo in
testa e a volte dei pantaloni sotto la tunica. leggermente diverso era
invece l’abbigliamento delle Gawasi che consisteva in: larghi pantaloni
a sbuffo (Chalwar) coperti da una gonna di lunghezza variabile e un
foulard annodato sui fianchi. Nella parte superiore invece indossavano
una camicia con maniche aderenti che arrivate al gomito andavano a
svasare anche di parecchio. Tutto sempre con il velo in testa. L’uso
delle monetine arriva da una antica usanza delle zingare di cucirsi
addosso e incastonarsi nei capelli la dote, ovvero le monetine
d’argento. Da lì poi l’uso nella danza del ventre delle cinture con le
monetine.
Inoltre dalle Gawasi venivano utilizzati anche dei cimbali che vengono
utilizzati ancora oggi anche nello stile Baladi. Sono due piattini
legati ai pollici e ai medi tramite degli elastici e suonati a ritmo
durante la danza.
Raqs Sharqi
Alla lettera vuol dire Raqs = danza e sharqi = Oriente ovvero danza
della parte ori entale dell’ Egitto.
È la danza nata nelle corti ai tempi dell’impero Ottomano. Veniva
ballato da ballerine professioniste Awalim (colte) che abitavano i
palazzi reali. Tecnicamente si presenta più raffinato, nulla è lasciato
al caso e ogni movimento è eseguito con il rigore e virtuosità. Ha un
tipo di passi certamente più aerei e sfrutta maggiormente lo spazio.
Questa danza veniva ballata sulla musica colta che è certamente più
raffinata, suonata con un repertorio più vasto di strumenti musicali e
con la tecnica dell’uso delle Tabla (insieme di percussioni) diverso da
come si presentava negli altri stili.
L’abbigliamento delle danzatrici antiche nelle corti purtroppo non ci è
pervenuto ma tramite in una reinterpretazione si balla con una o due
larghe gonne lunghe fino ai piedi una maglia che non lascia scoperta la
pancia e a manica lunga e una cintura sui fianchi. In questo caso la
donna non porta il velo in testa.
Raqs Baladi
lo si potrebbe definire il folklore urbano. Ha movimenti più piccoli, ed
un uso dello spazio più limitato.
È la danza della massa delle donne del popolo, le madri le mogli e le
sorelle, che non appena si presentava l'occasione non mancano di far
festa ballando, ma non solo era infatti ballata anche dagli uomini.
L’abbigliamento anche qui consiste come nello sha’abi nel velo in testa
e in una tunica in Tilli, tessuto tipicamente beduino con incastonate
decorazioni in argento.
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Corso
di Ritmi Egiziani e percussioni
Il corso di percussioni comprende
da una parte la tecnica degli strumenti a percussione della tradizione
egiziana quali Doof, Sagat, Rek, con un'attenzione particolare alla
Darbuka, strumento principale della tabla egiziana (l'ensamble di
percussioni), e dall'altra uno studio dei ritmi principalmente
utilizzati per accompagnare la danza (maqsum, malfuff, fellahi, zaar,
ciftitelli, baladi, ecc.).
Le lezioni si svolgeranno in gruppo, con la possibilità di suddividere
gli allievi in due gruppi, principianti e intermedi.
(per gli strumenti è possibile rivolgersi alla
direttamente alla scuola)
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Danza
Fusion Hawaiana Hula-Bellydance
Una
magica fusione tra le dolci e rilassanti movenze della Hula Hawaiana e
le vibranti percussioni per fondersi in uno splendido mix con la bellydance...ecco a grande richiesta,dopo il grande successo ottenuto,
il nuovo laboratorio proposto dall'Accademia delle Almee per l'anno
accademico 2008/2009 .

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Tribal
Fusion Bellydance
TRIBAL BELLYDANCE
LE ORIGINI

La tribal bellydance non si risolve in uno stile univoco di danza ma
costituisce in realtà un’ampia categoria la cui creazione originaria è
attribuita a Jamila Salimpour, la quale iniziò a promuovere, a partire
dagli anni 60, una danza basata sulla fusione tra movimenti derivanti
dalle tradizioni folcloristiche del medio oriente e del nord Africa.
Jamila presentò e promosse questo stile attraverso la compagnia “Bal
Anat” che comprendeva al suo interno musicisti,cantanti e ballerine.
Fu lei che iniziò a catalogare e codificare i movimenti di questa danza
creando inoltre una terminologia dei movimenti basilari che ancora oggi
costituisce la base per il repertorio tribal in generale e per l’ATS
(america tribal style) nello specifico.
Con il passare del tempo lo stile Tribal si evolve e inizia a trarre
ispirazione anche dalle danze classiche tradizionali come la danza
Bhangra, Bharata Natyam, Flamenco e più di recente anche le danze
polinesiane e quelle dell’Africa occidentale senza dimenticare la danza
mediorientale tradizionale e il Raqs Sharki.
Da qui prendono le mosse i diversi stili presenti oggi:
ATS
Carolena Nericcio (direttore artistico e fondatrice del gruppo “Fat
Chance Bellydance), a partire dagli anni 80, inizia a sviluppare lo
stile denominato ATS che è l’acronimo di American Tribal Style.
Questo stile consiste nell’improvvisazione di gruppo.
Il gruppo, denominato TRIBE, diviene il concetto fondamentale e portante
in questa danza dove l’enfasi è posta sulla dimensione corale piuttosto
che sulle performance soliste.
Viene introdotto nel mondo della danza orientale il concetto di
CORO,prima esclusivamente riferito al balletto classico. Il coro è
formato da ballerine disposte a semicerchio dal quale si staccano
piccoli gruppi di danzatrici che ballano al centro di esso.
Costituisce quindi lo sfondo per le ballerine al centro della scena e
coloro che lo compongono, eseguono movimenti di accompagnamento che
possono essere molto vari: da un semplice battito di mani a movimenti
più articolati.
Tutti i movimenti eseguiti dal coro e dalle ballerine al centro vengono
improvvisati al momento. L’improvvisazione è guidata di volta in volta
da una leader. Questo ruolo non è prefissato, dipende dalla posizione
occupata sul palco (leader è la ballerina che si trova davanti a
sinistra). I cambi di posizione sono frequenti come lo sono le
interazioni e gli scambi tra centro e coro.
Per fare in modo che ogni ballerina possa seguire i movimenti della
leader e possa prevedere gli spostamenti,viene elaborato un vocabolario
di passi codificati che consiste in piccole combinazioni (sequenze) e
segnali sia gestuali che vocali che consente alle ballerine di ogni
tribe di sviluppare una sorta di comunicazione non verbale che rende
tutto il gruppo in grado di interagire perfettamente, creando l’effetto
di una vera e propria coreografia.
E’ una forma di danza che si ispira a diverse
tradizioni:mediorientale,nord africana, indiana e riprende nella postura
e nelle braccia il flamenco. Spesso le ballerine utilizzano i cimbali
come accompagnamento durante la danza.

All’interno della tribe le donne sviluppano un grande senso di
appartenenza,fiducia e amicizia grazie alla possibilità di comunicare
attraverso il corpo e la musica e di vivere un’esperienza comune. Viene
espressa una forma di femminilità con commerciale;le ballerine danzano
per se stesse,per il piacere di danzare e stare insieme. Si sviluppa un
forte senso di uguaglianza perché l’interazione non è mai competitiva,si
danza per il gruppo, non per mettersi in evidenza.
L’abbigliamento più classico consiste in una gonna lunga,un top choli e
molti gioielli dal forte richiamo etnico. Spesso le danzatrici indossano
anche un turbante oppure numerose decorazioni tra i capelli.
Le maggiori esponenti di questo stile sono le Fat Chance Bellydance e la
Gypsy Caravan.
COMBO-BASED TRIBAL
E’ lo stile delle “Unmata” , mantiene l’impostazione propria dell’ATS ma
unisce al vocabolario basato sui singoli movimenti anche combinazioni
molto lunghe di passi. Questo mix tra improvvisazione e coreografia
permette di inserire movimenti più complessi che sarebbero impossibili
da collegare e prevedere se codificati singolarmente consentendo
l’esecuzione di ritmi più veloci e dinamiche più intricate.
TRIBAL FUSION BELLYDANCE
Ha le sue radici nella West Coast e consiste nella fusione dello stile
tribal più classico con elementi appartenenti a diverse culture unite a
contaminazioni occidentali.
La versione più celebre è stata portata alla ribalta da Rachel Brice e
Sharon kihara delle Bellydance Supertars e dal gruppo The Indigo.
Rachel Brice,allieva di Carolena Nericcio, rielabora lo stile Tribal
contaminandolo con elementi diversi della breakdance (popping),della
danza indiana e della danza orientale.
Inoltre inserisce all’interno del suo stile discipline quali lo yoga e
il controllo del corpo tramite contrazioni e isolazoni proprio del
format di Suhaila Salimpour (figlia di Jamila Salimpour).
Le esibizioni sfociano in una danza prevalentemente solista che si
distacca molto dallo stile classico.
L’abbigliamento diviene più articolato e talvolta tendente al gotico:
pantaloni e reggiseno deocorato,molti gioielli collane e cinture. Le
acconciature si fanno più elaborate con diversi monili e decorazioni tra
i capelli.
La musica utilizzata può essere molto varia ed è frequente l’impiego di
basi in stile world fusion e dark industrial che si fondono
perfettamente con i movimenti lenti e “Snake-Like” alternati a
isolazioni e al popping della breakdance.
Lo stile Tribal Fusion non si risolve solo nello stile di Rachel Brice e
può sfociare in altre derivazioni, ad esempio:
Tribaret (stile cabaret con costume tribal)
Alternative bellydance
Gothic bellydance
Urban Bellydance (costume più minimale e musiche Hip- hop,funk,Club
dance)
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Il Tango Argentino

Il tango argentino è una forma d'arte che comprende musica e danza nata
a Buenos Aires e Montevideo intorno alla seconda metà dell'800.
E’ un ballo basato sull'improvvisazione, caratterizzato dalla sua
eleganza e passionalità. Essendo un ballo di improvvisazione, in pista
non esiste l'idea di sequenze di passi predefinite, e sta alla fantasia
dei ballerini costruire come in un dialogo il proprio ballo.
La posizione di ballo è un abbraccio frontale asimmetrico in cui l'uomo
con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra
le tiene la mano, creando quindi una maggiore distanza tra la spalla
sinistra dell'uomo e la destra della donna.
Poche semplici regole dettano i limiti dell'improvvisazione: l'uomo
guida, la donna segue mantenendo comunque una propria autonomia
interpretativa.
Il luogo dove si balla il tango argentino è chiamato milonga, termine di
origini africane che significa essenzialmente “confusione”
Una curiosità: non si sa esattamente chi abbia dato il nome di “tango” a
questo ballo, né il perché si chiami in questo modo.
Gli stili di Tango
Alle origini del tango argentino troviamo il canyengue, intorno al 1880,
dai tipici i movimenti rapidi e corti.
Lo stile milonguero è caratterizzato da un abbraccio stretto e movimenti
contenuti e adatti agli spazi ristretti. Uno stile sobrio, semplice e
passionale.
Il tango salon, nato nel passato nei salotti dell'aristocrazia, è
caratterizzato da abbraccio più largo rispetto al milonguero, maggior
rispetto per l'asse, una ricerca per l'eleganza e la spettacolarità del
movimento.
Negli show o spettacoli vari sia in teatro che nelle strade i ballerini
si esibiscono nello stile detto Tango show caratterizzato da figure
coreografiche e passi di forte effetto spettacolare, ma meno “sinceri”
rispetto al tango argentino tradizionale.
Negli anni 2000 si è sempre più affermato un genere noto come tango
nuevo ballato soprattutto sulle note del tango elettronico. |
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Bollywwod-Bellydance
La danza Bollywood nasce nel cinema
indiano ed
é un'unione tra la danza indiana cla ssica e quella popolare, una fusione
di danza religiosa e di divertimento. Le coreografie riprendono
tematiche di attualità, mentre la gestualità che tale danza utilizza é inspirata alle immagini sacre presenti nei templi dell'india. Dunque nel
genere Bollywood il "grande schermo" diventa il "nuovo dio"
recuperando e affrancando ogni residuo kitsch e restituendogli la sua
originaria nobiltà. Di formazione orientale contemporanea, la nostra
ricerca sulla danza Bollywood ci porta a proporvi un mix tra India ed
oriente...tra Bollywood e Bellydance con lo stile della coreografa
Oriana Ferrante.
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Danza
Classica
La Danza Classica o Accademica è una delle piu’ conosciute espressioni
della danza ed anche
il genere piu’ antico. La sua origine proviene direttamente dall’Italia,
dai balli di corte del Rinascimento, ma il genere viene presto ripreso
anche dalle corti francesi, che lo svilupparono e lo portarono alla
massima espressione durante il XVII-XVIII secolo(infatti la maggior
parte dei nomi dei passi di Danza Classica e’ in lingua francese). Fu in
questo periodo che lavoro’ il coreografo Beuchamp, il creatore delle
cinque posizioni base della Danza Classica,che prevedono l’en dehors.
Verso la fine del ‘700 si inizio’ ad andare sulle punte fino a che per
la prima volta Maria Taglioni nel 1832 ballo’ tutta “ La Sylphide” sulle
punte. Nel 1828 vennero inserite per la prima volta nei balletti le
prese, e’ l’era del Balletto Romantico, siamo infatti entrati nel
Romanticismo e la Danza non fa eccezione. Ancora oggi la Danza è una fra
le maggiori espressioni artistiche, un’arte che insegna ad usare il
proprio corpo(grazie anche alla musica)con eleganza, grazia e leggerezza. Aiuta
ad assumere un portamento elegante e corretto anche nella vita di tutti
i giorni. Costanza e volontà fanno della danza una delle arti piu’ belle
della vita. |
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Danza
Afro
La danza africana un ruolo fondamentale nella vita di
tutti i giorni, un modo per esprimere con ritmo e gesti ogni ricorrenza;
la danza non è un modo per esprimere solamente
sentimenti di gioia e felicità ma bensì le tribù africane hanno un
ritmo, un movimento, un gesto diverso per ogni ricorrenza:
uno per richiamare la pioggia, uno per festeggiare un matrimonio, uno
per accompagnare il defunto nel suo viaggio...
La danza africana si diffonde in Europa negli anni 70 grazie ad artisti
africani che si
differenziano
per appartenenza culturale e per la personale ricerca artistica.
L'integrazione con la cultura europea genera una nuova forma espressiva
che mantiene il rapporto tra il movimento ed il ritmo.
Così anche
l'occidente scopre la danza afro,
sono sempre più numerose le scuole di ballo che propongono questa
tipologia di danza; trasformare il linguaggio i movimenti del corpo
attraverso i concetti base dello stile tradizionale africano come la
vibrazione, l'ondulazione, il ritmo dei piedi, la camminata, l'energia
della voce e la ripetizione del movimento.
L'affermarsi del fenomeno sottolinea per l'uomo contemporaneo l'esigenza
di una cultura multi-etnica. Il piacere di muovere il corpo; vibrare nei
ritmi della musica e gioire con gli altri, produce, attraverso un lavoro
pedagogico, scioltezza fisica e armonia.

La danza espressione africana permette di esplorare il rapporto con la
terra, il radicamento e la spinta verso l'alto, di affinare il rapporto
fra le varie parti del corpo trovando qualità nell'equilibrio e
sviluppando fluidità precisione e potenza.
Proprio per questo è una danza che si svolge a piedi nudi, dove le
piante toccano dolcemente la terra.
La danza africana conosce molte forme. Oltre agli energici movimenti della
danze dell’Africa, si dà importanza ai dolci movimenti ondulatori che
partono dal bacino e si propagano lungo la colonna vertebrale fino alla
nuca, nelle braccia e nelle mani.
Le danzatrici e i danzatori diventano coscienti dei propri blocchi e
delle proprie tensioni, rendono il loro corpo più elastico e possono
riequilibrarlo.
L’apprendimento della danza africana è intenso, richiede perseveranza e
concentrazione e la capacità di resistere alla fatica, per poter
accedere a nuove fonti creative.
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Hatha
Yoga
La parola yoga significa "unione" , e si può
definire come una corrente filosofica che utilizza una serie di pratiche
specifiche volte a realizzare l'unione tra il terreno e lo spirituale.
L'origine della filosofia yoga si perde nella più lontana antichità,vide
i primi albori circa 6000 anni fa, il suo ideatore è riconosciuto come
il dio Siva.

Lo yoga è una dottrina che va continuamente messa in pratica, in ogni
momento della vita: la capacità di rimanere tranquilli in mezzo ad acque
agitate, di avere la mente chiara nelle situazioni confuse, sono le
caratteristiche che contraddistinguono un vero yogi.
L'Hatha yoga si basa sulla pratica delle asana (posizioni del corpo) e
degli esercizi di pranayama ( regolazione del respiro). Hatha significa
"forza", ma esprime anche la polarità dell'essere umano: "Ha" significa
infatti sole, calore o terra, e "tha" luna, freddo o cielo. Il senso
degli esercizi yoga è equilibrare e dominare le forze contrapposte
attive nel nostro organismo.
La disciplina yoga può essere seguita da tutti indipendentemente
dall'età, dal sesso, dalle specifiche condizioni fisiche , e può esse re
adattata alle necessità personali di ciascuno.
Le tecniche di respirazione yoga sono molto efficaci perche fungono da
tonico per ridurre lo stress, l'insonnia, lo squilibrio emotivo e la
cefalea.
Le posture invece aiutano a rilassare la mente, e il corpo utilizzando
tecniche di stiramento volte a tonificare i muscoli, a migliorare la
circolazione, a ricaricarsi di energia vitale, a ringiovanire, e a
migliorare la concentrazione. Possono aiutare a superare situazioni di
stress, paure, allergie e sbalzi della pressione sanguigna.. alcune
posizioni sono molto semplici da eseguire ma si rivelano molto efficaci
Lo yoga quindi va bene per tutti, dai 5 anni in su!
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Flamenco
Il flamenco è un ballo individuale. La tecnica
è strettamente correlata alla filosofia di tale ballo, che si basa sul
principio dei ruoli distinti. In questa danza, che può essere ballata
indifferentemente dall'uomo e dalla donna, i movimenti sono
diversificati in base al sesso e presentano differenze estetiche e
contenutistiche di rilievo. Per capire la tecnica del flamenco si deve
partire dai valori di cui sono portatori il ballerino e la ballerina. Si
devono cioè sapere interpretare i messaggi che essi mandano attraverso
il movimento, i gesti, lo sguardo. Le regole scritte di questo ballo
sono poche: ciò che lo rende particolare e affascinante è la
estemporaneità, quindi la interpretazione personale. La difficoltà di
esecuzione consiste proprio nell'acquisire la padronanza del linguaggio
del corpo, fatto di pochi segni convenzionali e di molta capacità
individuale di trasmettere emozioni.
Le figure, intese come azione programmata dei piedi, hanno la loro
importanza, come in tutte le danze; ma i movimenti del corpo, proprio in
quanto liberamente concepiti, hanno un peso decisivo sull'effetto
complessivo della performance e sul suo livello qualitativo ed
artistico.
Siamo di fronte ad un ballo individuale che potremmo definire "di
coppia, a distanza". La sua particolarità sembra quasi un'anomalia, per
almeno due motivi:

Le figure della dama e quelle del cavaliere sono diverse ed hanno una
loro specificità. I ballerini eseguono programmi distinti, perchè il
flamenco è la voce della donna, è la voce dell'uomo, è anche la voce,
per quanto possa sembrare strano, della coppia intesa come somma di
problematiche individuali: tutto assieme. Perchè nel flamenco si parla
spesso d'amore, e l'amore coinvolge sempre due persone. Nella donna
prevalgono i movimenti erotici delle anche, le figurazioni delle mani e
delle braccia, l'esibizione spavalda della parte superiore del corpo, la
spinta verso l'alto che sembra preludere al volo. Nell'uomo si colgono
la forza, la sicurezza, la determinazione. Rispetto all'equilibrio dei
suoi pacati movimenti acquistano maggiore risalto i moduli espressivi
della dama. L'esecuzione del ballo equivale, più che al racconto di una
storia, alla interpretazione di uno o più stati d'animo che possono
succedersi nel corso di un'unica esibizione. Lo sguardo del danzatore o
della danzatrice deve essere in linea con il tipo di sentimento che si
vuole rappresentare; le contrazioni del volto, i gesti, le stesse
smorfie devono avere il tempo della musica ed essere in sintonia con
l'evolversi degli umori.
Nel flamenco abbiamo un rapporto particolare fra la parte cantata, la
musica e l'esecuzione coreica. Dietro ogni episodio di danza c'è un
lavoro di regia inteso a creare una sintesi perfetta fra queste tre
parti che hanno pari importanza. In pratica, si creano come tre momenti
di rappresentazione artistica.
Il momento musicale, in cui la chitarra diventa protagonista: il ballo
si raffredda, il canto tace.
Il momento c antato,
in cui assume rilevanza il significato profondo della poesia flamenca,
fatta di gioia e di dolore, d'amore e di passione.
L'esplosione del ballo, nei ruoli distinti dell'uomo e della donna che
spesso si parlano a distanza e che parlano al pubblico.
La sequenza di questi tre momenti è di volta in volta concordata fra
ballerino e suonatore: è una sequenza variabile, ma comunque sempre tale
da assicurare la scena e il primo piano a ciascun protagonista, secondo
il tempo necessario.
Per quanto riguarda l'esecuzione della danza, la tradizione ha
consolidato alcune figure particolarmente significative e suggestive; ma
la sua caratteristica è la libertà coreografica e la personalizzazione
interpretativa. I danzatori di flamenco sono innanzi tutto attori: prima
ancora che saper ballare, devono saper rappresentare stati d'animo e
sentimenti, devono saper recitare in maniera credibile sia la gioia di
vivere che i drammi della vita stessa. Il flamenco nasce dalla
emarginazione e dal bisogno: è un ballo di povera gente, che però ha nel
sangue il calore dell'amore e l'amore per la vita, nonostante il senso
innato della fatalità.
Fino a quando resta un ballo individuale, questo è il flamenco: specchio
e strumento di un momento emotivo. Quando diventa spettacolo teatrale, e
la danza è eseguita da più ballerini, si pone l'esigenza di una trama e
di una storia che diventano il filo conduttore delle coreografie e delle
musiche.
L'elaborazione del flamenco ha portato alla codificazione di due stili
fondamentali:
Uno stile classico, composto, dove assumono importanza primaria la
ricerca della bellezza e l'effetto estetico. Qui si assiste alla
affermazione di moduli standard e di precisi canoni che fanno pensare ad
una scuola vera e propria. Il codice dell'eleganza diventa un obbligo,
segno distintivo di una danza di qualità.
Uno stile libero, più vicino alle origini gitane, fatto di
improvvisazione, intuito, istinto, scatti eccessivi e repentini.

I passi del flamenco hanno avuto nel corso della storia una evoluzione
continua. Certamente il modo in cui è ballato oggi è molto diverso da
quello delle origini. Attualmente si presenta come una danza matura,
ricca di passato ma al tempo stesso moderna e profondamente espressiva.
I più significativi movimenti dei piedi, fra quelli codificati fino ad
oggi, sono i seguenti:
zapateado: (zapato significa scarpa) consiste nel percuotere
ritmicamente il pavimento con le scarpe, producendo suoni particolari e
differenziati a seconda che si batta il tacco, la pianta o la punta. Lo
zapateado si distingue in:
redoble: di breve durata
escobilla: di durata prolungata
desplantes: cascata di passi a percussione potenziata
punteado: serie di passetti leggeri concepiti per lasciare il primo
piano alla esecuzione musicale della chitarra
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Balli
Caraibici
SALSA
Il salsa è inserito, insieme a merengue,
mambo e bachata, nella disciplina italiana denominata DANZE CA RAIBICHE.
Molti sono convinti che il salsa sia nato vent’ anni fa a New York, ma
non è così.
E’ nato a cuba a metà degli anni sessanta sia come musica sia come ballo
ed emigrò insieme ai cubani circa dieci anni dopo negli Stati Uniti,
precisamente New York, dove ebbe enorme successo, e in seguito in tutta
l’America Latina: Portorico, Panama, Venezuela, Colombia, ecc…
E’ nato dal SON. Fu creato per la gioventù cubana, che sentiva la
necessità di muoversi più velocemente e liberamente, mantenendo la
tradizionale caratteristica del son. Quando parliamo di muoversi più
velocemente ci riferiamo all’accelerazione della musica, quando parliamo
di muoversi più liberamente rispetto al son, ci riferiamo al numero di
figure libere senza tralasciare il significato, lo stile e la tradizione
del ballo che si sono mantenuti di generazione in generazione.
Per i giovani, infatti, era meno stimolante ballare il son come i loro
padri perché era lento, in contrattempo musicale e con pochissime
figure. Il son veniva suonato con pochi strumenti, mentre il salsa viene
suonato da un’ orchestra che, oltre ai tradizionali strumenti, impiega
anche fiati, chitarre elettriche, piano e batteria. Essendo un 4/4, il
salsa va ballato sull’1 musicale e i movimenti o passi sono tre, mentre
il quarto tempo è una pausa effettuata con lo stesso piede, per cambiare
il peso del corpo da un piede all’altro. In diversi paesi il salsa viene
ballato con quattro movimenti: il quarto movimento viene chiamato
impropriamente “step” ( passo, in inglese) ma in realtà non è un passo;
è solamente il battito di un piede senza portare il peso del corpo, per
poi ripartire con lo stesso piede ed eseguire il passo vero e proprio.
Il salsa ha conosciuto due stagioni di successo: quando fu rielaborata
negli USA, attorno al 1970 e di qui lanciata sugli altri mercati, andava
forte la versione caliente. Fu proprio grazie all’aggressività del ritmo
che richiamava qualcosa di primitivo, che si impose prepotentemente,
nonostante la particolarità di un ‘epoca molto fluida in campo musicale.
Dopo un discreto interesse durato alcuni anni, si è avuto un
raffreddamento di interessi per questo genere. E’ tornato alla ribalta
nel 1997 – 98 sia nella forma forte, sia in quella moderata e romantica,
conquistando molti fans fra i giovani americani ed europei. Per questo
motivo, in molti libri salsa cubana e salsa portoricana sono trattate
separatamente.
BACHATA
La bachata è nata a Santo Domingo nei primi
decenni del xx secolo (1900 -1930), fra la povera gente c ome
danza e musica di rifugio, rispetto alle durezze della vita. I testi
della bachata erano storie di vita vissuta, spesso a contenuto amoroso e
sessuale. Con l’accompagnamento di maracas e chitarra a tre corde, o di
fisarmonica e guiro, la bachata era anche usata per le dichiarazioni
“pubbliche” d’amore, una specie di serenata caraibica cara ai giovani
contadini di allora.
Le movenze del relativo ballo apparivano oscene e volgari: i partners
stavano in permanente contatto, con i corpi l’uno contro l’altro per
tutta la durata del brano, tranne rarissime eccezioni. In tale
posizione, la coppia si muoveva dondolando, marcando il quarto battito
di ogni battuta musicale con equivoci colpi d’anca. Nella bachata delle
origini non esistevano tante figure: si doveva stare abbracciati, perchè
proprio quello voleva il ballo.
Per diversi decenni, snobbata dalle classi dominanti e medio – alte, è
riuscita a sopravvivere nelle usanze del popolo basso, che comunque vi
percepiva una naturale possibilità di identificazione.
Non sarebbe diventata famosa se non fosse stata scoperta e rilanciata da
grandi musicisti ed interpreti. Juan Luis Guerra intuì la dolcezza di
questo genere musicale e gli dedicò un album: BACHATA ROSA.
Nonostante siano stati prodotti anche brani veloci di bachata, la
relativa danza è legata esclusivamente a basi musicali lente. La bachata
infatti è, per definizione, un ballo lento ( 28 – 35 battute al minuto)
che in qualche modo somiglia al bolero cubano.
Essa è nata da una sintesi di vari elementi (beguine, danzon e son),
successivamente rielaborati secondo gusti europei. L’influsso
prevalentemente spagnolo e francese è confermato dall’assenza o dalla
scarsa presenza all’interno della bachata delle sonorità tipicamente
africane. La sua catalogazione fra le danze caraibiche si giustifica in
virtù dei luoghi di origine.
Rispetto ai ritmi veloci di mambo, salsa e merengue, rappresenta la
parte malinconica e triste della cultura caraibica. |
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