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Flamenco

NOVITA' 2009-2010

CON MONICA SANCHEZ LOPEZ DIRETTAMENTE DA BARCELLONA!

 

 

Il flamenco è un ballo individuale. La tecnica è strettamente correlata alla filosofia di tale ballo, che si basa sul principio dei ruoli distinti. In questa danza, che può essere ballata indifferentemente dall'uomo e dalla donna, i movimenti sono diversificati in base al sesso e presentano differenze estetiche e contenutistiche di rilievo. Per capire la tecnica del flamenco si deve partire dai valori di cui sono portatori il ballerino e la ballerina. Si devono cioè sapere interpretare i messaggi che essi mandano attraverso il movimento, i gesti, lo sguardo. Le regole scritte di questo ballo sono poche: ciò che lo rende particolare e affascinante è la estemporaneità, quindi la interpretazione personale. La difficoltà di esecuzione consiste proprio nell'acquisire la padronanza del linguaggio del corpo, fatto di pochi segni convenzionali e di molta capacità individuale di trasmettere emozioni.
 
Le figure, intese come azione programmata dei piedi, hanno la loro importanza, come in tutte le danze; ma i movimenti del corpo, proprio in quanto liberamente concepiti, hanno un peso decisivo sull'effetto complessivo della performance e sul suo livello qualitativo ed artistico.
Siamo di fronte ad un ballo individuale che potremmo definire "di coppia, a distanza". La sua particolarità sembra quasi un'anomalia, per almeno due motivi:

Le figure della dama e quelle del cavaliere sono diverse ed hanno una loro specificità. I ballerini eseguono programmi distinti, perchè il flamenco è la voce della donna, è la voce dell'uomo, è anche la voce, per quanto possa sembrare strano, della coppia intesa come somma di problematiche individuali: tutto assieme. Perchè nel flamenco si parla spesso d'amore, e l'amore coinvolge sempre due persone. Nella donna prevalgono i movimenti erotici delle anche, le figurazioni delle mani e delle braccia, l'esibizione spavalda della parte superiore del corpo, la spinta verso l'alto che sembra preludere al volo. Nell'uomo si colgono la forza, la sicurezza, la determinazione. Rispetto all'equilibrio dei suoi pacati movimenti acquistano maggiore risalto i moduli espressivi della dama. L'esecuzione del ballo equivale, più che al racconto di una storia, alla interpretazione di uno o più stati d'animo che possono succedersi nel corso di un'unica esibizione. Lo sguardo del danzatore o della danzatrice deve essere in linea con il tipo di sentimento che si vuole rappresentare; le contrazioni del volto, i gesti, le stesse smorfie devono avere il tempo della musica ed essere in sintonia con l'evolversi degli umori.

Nel flamenco abbiamo un rapporto particolare fra la parte cantata, la musica e l'esecuzione coreica. Dietro ogni episodio di danza c'è un lavoro di regia inteso a creare una sintesi perfetta fra queste tre parti che hanno pari importanza. In pratica, si creano come tre momenti di rappresentazione artistica.

Il momento musicale, in cui la chitarra diventa protagonista: il ballo si raffredda, il canto tace.

Il momento cantato, in cui assume rilevanza il significato profondo della poesia flamenca, fatta di gioia e di dolore, d'amore e di passione.

L'esplosione del ballo, nei ruoli distinti dell'uomo e della donna che spesso si parlano a distanza e che parlano al pubblico.

La sequenza di questi tre momenti è di volta in volta concordata fra ballerino e suonatore: è una sequenza variabile, ma comunque sempre tale da assicurare la scena e il primo piano a ciascun protagonista, secondo il tempo necessario.

Per quanto riguarda l'esecuzione della danza, la tradizione ha consolidato alcune figure particolarmente significative e suggestive; ma la sua caratteristica è la libertà coreografica e la personalizzazione interpretativa. I danzatori di flamenco sono innanzi tutto attori: prima ancora che saper ballare, devono saper rappresentare stati d'animo e sentimenti, devono saper recitare in maniera credibile sia la gioia di vivere che i drammi della vita stessa. Il flamenco nasce dalla emarginazione e dal bisogno: è un ballo di povera gente, che però ha nel sangue il calore dell'amore e l'amore per la vita, nonostante il senso innato della fatalità.

Fino a quando resta un ballo individuale, questo è il flamenco: specchio e strumento di un momento emotivo. Quando diventa spettacolo teatrale, e la danza è eseguita da più ballerini, si pone l'esigenza di una trama e di una storia che diventano il filo conduttore delle coreografie e delle musiche.

L'elaborazione del flamenco ha portato alla codificazione di due stili fondamentali:

Uno stile classico, composto, dove assumono importanza primaria la ricerca della bellezza e l'effetto estetico. Qui si assiste alla affermazione di moduli standard e di precisi canoni che fanno pensare ad una scuola vera e propria. Il codice dell'eleganza diventa un obbligo, segno distintivo di una danza di qualità.

Uno stile libero, più vicino alle origini gitane, fatto di improvvisazione, intuito, istinto, scatti eccessivi e repentini.

I passi del flamenco hanno avuto nel corso della storia una evoluzione continua. Certamente il modo in cui è ballato oggi è molto diverso da quello delle origini. Attualmente si presenta come una danza matura, ricca di passato ma al tempo stesso moderna e profondamente espressiva. I più significativi movimenti dei piedi, fra quelli codificati fino ad oggi, sono i seguenti:

zapateado: (zapato significa scarpa) consiste nel percuotere ritmicamente il pavimento con le scarpe, producendo suoni particolari e differenziati a seconda che si batta il tacco, la pianta o la punta. Lo zapateado si distingue in:

redoble: di breve durata

escobilla: di durata prolungata

desplantes: cascata di passi a percussione potenziata

punteado: serie di passetti leggeri concepiti per lasciare il primo piano alla esecuzione musicale della chitarra
 


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Ultimo aggiornamento: 09-06-08.

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