CON MONICA
SANCHEZ LOPEZ DIRETTAMENTE DA BARCELLONA!
Il flamenco è un ballo individuale. La tecnica
è strettamente correlata alla filosofia di tale ballo, che si basa sul
principio dei ruoli distinti. In questa danza, che può essere ballata
indifferentemente dall'uomo e dalla donna, i movimenti sono
diversificati in base al sesso e presentano differenze estetiche e
contenutistiche di rilievo. Per capire la tecnica del flamenco si deve
partire dai valori di cui sono portatori il ballerino e la ballerina. Si
devono cioè sapere interpretare i messaggi che essi mandano attraverso
il movimento, i gesti, lo sguardo. Le regole scritte di questo ballo
sono poche: ciò che lo rende particolare e affascinante è la
estemporaneità, quindi la interpretazione personale. La difficoltà di
esecuzione consiste proprio nell'acquisire la padronanza del linguaggio
del corpo, fatto di pochi segni convenzionali e di molta capacità
individuale di trasmettere emozioni.
Le figure, intese come azione programmata dei piedi, hanno la loro
importanza, come in tutte le danze; ma i movimenti del corpo, proprio in
quanto liberamente concepiti, hanno un peso decisivo sull'effetto
complessivo della performance e sul suo livello qualitativo ed
artistico.
Siamo di fronte ad un ballo individuale che potremmo definire "di
coppia, a distanza". La sua particolarità sembra quasi un'anomalia, per
almeno due motivi:
Le figure della dama e quelle del cavaliere sono diverse ed hanno una
loro specificità. I ballerini eseguono programmi distinti, perchè il
flamenco è la voce della donna, è la voce dell'uomo, è anche la voce,
per quanto possa sembrare strano, della coppia intesa come somma di
problematiche individuali: tutto assieme. Perchè nel flamenco si parla
spesso d'amore, e l'amore coinvolge sempre due persone. Nella donna
prevalgono i movimenti erotici delle anche, le figurazioni delle mani e
delle braccia, l'esibizione spavalda della parte superiore del corpo, la
spinta verso l'alto che sembra preludere al volo. Nell'uomo si colgono
la forza, la sicurezza, la determinazione. Rispetto all'equilibrio dei
suoi pacati movimenti acquistano maggiore risalto i moduli espressivi
della dama. L'esecuzione del ballo equivale, più che al racconto di una
storia, alla interpretazione di uno o più stati d'animo che possono
succedersi nel corso di un'unica esibizione. Lo sguardo del danzatore o
della danzatrice deve essere in linea con il tipo di sentimento che si
vuole rappresentare; le contrazioni del volto, i gesti, le stesse
smorfie devono avere il tempo della musica ed essere in sintonia con
l'evolversi degli umori.
Nel flamenco abbiamo un rapporto particolare fra la parte cantata, la
musica e l'esecuzione coreica. Dietro ogni episodio di danza c'è un
lavoro di regia inteso a creare una sintesi perfetta fra queste tre
parti che hanno pari importanza. In pratica, si creano come tre momenti
di rappresentazione artistica.
Il momento musicale, in cui la chitarra diventa protagonista: il ballo
si raffredda, il canto tace.
Il momento cantato,
in cui assume rilevanza il significato profondo della poesia flamenca,
fatta di gioia e di dolore, d'amore e di passione.
L'esplosione del ballo, nei ruoli distinti dell'uomo e della donna che
spesso si parlano a distanza e che parlano al pubblico.
La sequenza di questi tre momenti è di volta in volta concordata fra
ballerino e suonatore: è una sequenza variabile, ma comunque sempre tale
da assicurare la scena e il primo piano a ciascun protagonista, secondo
il tempo necessario.
Per quanto riguarda l'esecuzione della danza, la tradizione ha
consolidato alcune figure particolarmente significative e suggestive; ma
la sua caratteristica è la libertà coreografica e la personalizzazione
interpretativa. I danzatori di flamenco sono innanzi tutto attori: prima
ancora che saper ballare, devono saper rappresentare stati d'animo e
sentimenti, devono saper recitare in maniera credibile sia la gioia di
vivere che i drammi della vita stessa. Il flamenco nasce dalla
emarginazione e dal bisogno: è un ballo di povera gente, che però ha nel
sangue il calore dell'amore e l'amore per la vita, nonostante il senso
innato della fatalità.
Fino a quando resta un ballo individuale, questo è il flamenco: specchio
e strumento di un momento emotivo. Quando diventa spettacolo teatrale, e
la danza è eseguita da più ballerini, si pone l'esigenza di una trama e
di una storia che diventano il filo conduttore delle coreografie e delle
musiche.
L'elaborazione del flamenco ha portato alla codificazione di due stili
fondamentali:
Uno stile classico, composto, dove assumono importanza primaria la
ricerca della bellezza e l'effetto estetico. Qui si assiste alla
affermazione di moduli standard e di precisi canoni che fanno pensare ad
una scuola vera e propria. Il codice dell'eleganza diventa un obbligo,
segno distintivo di una danza di qualità.
Uno stile libero, più vicino alle origini gitane, fatto di
improvvisazione, intuito, istinto, scatti eccessivi e repentini.
I passi del flamenco hanno avuto nel corso della storia una evoluzione
continua. Certamente il modo in cui è ballato oggi è molto diverso da
quello delle origini. Attualmente si presenta come una danza matura,
ricca di passato ma al tempo stesso moderna e profondamente espressiva.
I più significativi movimenti dei piedi, fra quelli codificati fino ad
oggi, sono i seguenti:
zapateado: (zapato significa scarpa) consiste nel percuotere
ritmicamente il pavimento con le scarpe, producendo suoni particolari e
differenziati a seconda che si batta il tacco, la pianta o la punta. Lo
zapateado si distingue in:
redoble: di breve durata
escobilla: di durata prolungata
desplantes: cascata di passi a percussione potenziata
punteado: serie di passetti leggeri concepiti per lasciare il primo
piano alla esecuzione musicale della chitarra